mercoledì 18 aprile 2012

Forze dell’ordine e prefettura hanno chiesto l’accesso agli atti del Comune di Isola delle Femmine rischio scioglimento per infiltrazioni mafiose


Bertolt Brecht  : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”


Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..
Pino Ciampolillo





ISOLA DELLE FEMMINE, Carabinieri e Finanzieri ieri in municipio per visionare atti L'accesso disposto dalla Prefettura. Si rischia lo scioglimento




IL COMUNE: BENE COMUNE






Carabinieri della compagnia di Carini, Finanzieri del comando provinciale e funzionari della prefettura di Palermo ieri pomeriggio hanno effettuato un accesso agli atti al comune di Isola delle Femmine. L'attività è stata disposta dalla Prefettura di Palermo su imput del ministero degli Interni. Sui documenti passati al setaccio dalle forze dell'ordine al momento vige il massimo riserbo. Le operazioni di verifica sono scattate dopo le 14. Una lunga visita che ha ufficialmente aperto l'accesso, il primo passo che potrebbe portare allo scioglimento del Comune. C'è il sospetto di infiltrazioni mafiose, funzionari e investigatori hanno tre mesi di tempo, poi dovranno redigere una relazione che sarà inviata al ministero degli Interni. Poi la decisione spetterà al consiglio dei ministri. Ma cosa cercavano le forze dell'ordine ieri in municipio ? Sicuramente sono stati esaminati gli atti amministrativi compresi quelli dell'ufficio tecnico e, a quanto pare, proprio in questo settore gli investigatori cercano qualcosa. Siamo tranquilli ma anche arrabbiati – ha detto il sindaco Gaspare Portobello al Giornale di Sicilia – da anni lottiamo per la legalità e contro il malaffare non mi sarei mai aspettato un provvedimento simile. Speriamo che si faccia chiarezza al più presto”.
( 16 aprile 2012 ) http://www.tv7partinico.it/visualizza.asp?val=3444











C'è chi pensa di fare il Sindaco a vita
( detto da chi aveva i pantaloni corti quando è salito e non ne è
più disceso.
Si proprio come Craxi)
18 aprile 2012   Giornale di Sicilia






IL PROFESSORE NELLA  SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DICHIARA:  “…Giova ricordare, peraltro, che il personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse elezioni politiche sosteneva il candidato della lista “Rinascita Isolana” Rosario Rappa.” DELIBERA C.C. N.52.pdf (13 kb)  Consiglio Comunale 28 settembre 2009






Quindi il PROFESSORE ammette esplicitamente ed in modo INEQUIVOCABILE che le elezioni amministrative del 2009 sono state INQUINATE.


PROFESSORE non può trovare in questa  Sua dichiarazione una motivazione della NOMINA della Commissione Governativa di accesso agli atti?


Professore a cosa si riferisce quando parla di invidia nei Suoi confronti, ma soprattutto chi è invidioso di Lei? 
E poi perché questa invidia?


Lei PROFESSORE pensa veramente che una Commissione Governativa Ispettiva possa muoversi soltanto per sentito dire?
O per “beghe di paese” ?
Oppure per   soddisfare la sete di vendetta di qualcuno che vuole fare il Sindaco per tutta la vita?


Caro Signor Sindaco PROFESSORE  Gaspare Portobello un consiglio!
Almeno Lei, nel ruolo imparziale di SINDACO, mostri   nei confronti dei componenti della Commissione Ispettiva del Governo  RISPETTO.


RISPETTO per la responsabilità l’impegno e l’abnegazione di chi è deputato a svolgere un ruolo di GARANZIA  e di TUTORE DELLA LEGALITA’.


RISPETTO verso   chi e’ stato delegato ad esercitare un diritto-dovere di controllo, e di tutela della trasparenza e della legalità  


PROFESSORE Portobello per favore, non si fermi a guardare il dito che indica la luna (ovvero la persona che secondo Lei è invidiosa)


Guardi invece la  LUNA indicata dal dito (ove  i fumi della Italcementi  glielo permettono) PROFESSORE!  GUARDI   al  grande  degrado morale ambientale sociale economico in cui siamo  costretti a vivere noi  Cittadini di Isola delle Femmine. La nostra  sfiducia   verso l’istituzione Pubblica, il paese di Isola delle Femmine che ha perso ormai la PROPRIA  identità e noi  Cittadini che abbiamo perso  ogni speranza di FUTURO)

La Casa Comune di POCHISSIMI intimi
La grande depressione isolana
la decadenza isolana
La cura del Bene Comune a Isola delle Femmine
La decadenza Morale-Fisica-Strutturale-Psicologica  

IL DEGRADO DELL'INOSPITALITA'
Leggi su........

martedì 10 aprile 2012

Chiesto un milione di danni a giornalista Modena ospite di Report Interrogazione Parlamentare "I Casalesi"

Chiesto un milione di danni a giornalista Modena ospite di Report Interrogazione Parlamentare "I Casalesi"

Il Blog di Ossigeno per l'informazione

Querele. Chiesto un milione di danni a giornalista Modena ospite di Report


Stefano Santachiara, giornalista precario collaboratore del Fatto Quotidiano, è stato querelato per diffamazione a mezzo stampa insieme alla Rai, ai giornalisti Milena Gabanelli e Giuliano Marrucci, e ad altre due persone per una puntata di Report andata in onda l’11 dicembre scorso, in cui Santachiara e’ stato intervistato. Oltre alla querela, è stato chiesto un risarcimento danni di un milione di euro.
A sentirsi danneggiata dalla trasmissione di RaiTre è lo studio di progettazione Cooprocon , che ha intentato la querela insieme ad un progettista della società e ad una società immobiliare ad essa collegata. Il motivo? Nella puntata di Report, dedicata agli abusi edilizi e alla mala-amministrazione di Serramazzoni, comune in provincia di Modena, la società viene criticata per alcune presunte irregolarità. A segnalare il caso a Report è stata Francesca Ragusa, proprietaria di una casa nel comune, la quale racconta di aver visto abbattere, proprio dietro la sua abitazione, nella frazione di Casa Fenocchi, un edificio di pregio da parte di Cooprocon per poi fare una ristrutturazione che secondo lei e il suo geometra è irregolare. Il Tar ha dato torto alla signora Ragusa, ma la Guardia Forestale ha poi sequestrato l’area facendo scattare un’indagine. Che, ha sostenuto Report, non sarebbe la prima a carico di società riconducibili allo studio di progettazione. Santachiara nel servizio di Giuliano Marrucci si limita ad illustrare alcuni dati riguardanti le visure catastali e lo studio Cooprocon.
La citazione al giornalista è stata notificata a marzo: il 18 aprile ci sarà la mediazione obbligatoria al tribunale di Modena. “Al di là del merito della vicenda, questa denuncia e’ per me fonte di preoccupazione e mi impone un dispendio di tempo ed energie per difendermi”, ha detto Santachiara ad Ossigeno.
Stefano Santachiara fino al 1 febbraio 2012 ha lavorato per il quotidiano L’Informazione – Il Domani di Modena: è cresciuto professionalmente in quella testata, ci è rimasto cinque anni, prima come praticante e poi da giornalista professionista, occupandosi di cronaca giudiziaria. Poi però il giornale è entrato in crisi, ha cessato le pubblicazioni ed e’stato messo in liquidazione. Per alcuni articoli scritti su quel giornale Santachiara ha altre due grane: una causa penale, con l’accusa di diffamazione a mezzo stampa, e una civile, con una richiesta di risarcimento danni di 500 mila euro. Per queste querele l’assistenza legale al giornalista viene fornita direttamente dall’editore. Ma il fatto che il giornale sia in liquidazione rende Santachiara meno sereno. 

MF per http://www.ossigenoinformazione.it
4 aprile 2012





12 deputati sottoscriv​ono interrogaz​ione a difesa libertà d'informaz​ione

Martedì 27 Marzo 2012 20:29
Martedì 27 Marzo 2012 20:29
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Per sapere - premesso che:


·      nel novembre 2011 la casa editrice CENTO AUTORI di Villaricca, in provincia di Napoli, ha pubblicato il volume “Il Casalese – Ascesa e tramonto di un leader politico di Terra di Lavoro”, scritto dai giornalisti professionisti Massimiliano Amato, Arnaldo Capezzuto, Corrado Castiglione, Giuseppe Crimaldi, Antonio Di Costanzo, Luisa Maradei, Giuseppe Papa, Ciro Pellegrino e Vincenzo Senatore, con postfazione dello storico Giovanni Cerchia;
·      il lavoro è una ricostruzione giornalistica della storia politica e giudiziaria di Nicola Cosentino, ex sottosegretario all’Economia con delega al CIPE del IV Governo Berlusconi, che varie inchieste della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli indicano come referente politico del clan dei Casalesi;
·      l’attendibilità dell’inchiesta condotta dai nove giornalisti trova parziale conferma anche in alcune iniziative recentemente adottate dalla Dda di Napoli e Salerno e dal Viminale. In particolare, quelle che hanno portato all’arresto per collusioni con la camorra del sindaco di San Cipriano d’Aversa, Enrico Martinelli, e allo scioglimento dei Comuni di Gragnano e Pagani per infiltrazioni mafiose;
·      alcuni capitoli del libro sono stati riservati alle vicende economiche della famiglia Cosentino. In particolare alle aziende “Aversana Petroli”, amministrata da Giovanni Cosentino, a cui la Prefettura di Caserta ha negato il certificato antimafia per ben nove anni consecutivi (dal 1997 al 2006), e  la “6C”, amministrata da Palmiro Cosentino, a cui lo stesso organismo ha recentemente applicato l’interdittiva antimafia;
·      dopo la mancata autorizzazione all’arresto del deputato Nicola Cosentino, negata per la seconda volta dalla Camera dei Deputati lo scorso 12 gennaio, la casa editrice e alcuni degli autori del libro sono stati oggetto di una vera e propria offensiva giudiziaria, scatenata – sia in sede civile che penale – dai familiari del parlamentare casertano su cui, val la pena ricordare, gravano le accuse di almeno una dozzina di pentiti di camorra;
·      lo scorso 21 marzo, gli avvocati Sergio Carlino, Mario de Bellis e Carlo Ciaccia, a nome e per conto di Giovanni Cosentino, in proprio e in qualità di amministratore delle srl “Aversana Petroli” e “IP service” (altra azienda del gruppo Cosentino) notificavano all’editore della CENTO AUTORI un ricorso ex art. 700 CPC, attraverso il quale si chiede il sequestro e la distruzione del volume “Il Casalese”, nonché 1.200.000,00 euro di risarcimento per danni morali, materiali e patrimoniali;
·      gli stessi legali si facevano recentemente promotori di singolari quanto irrituali iniziative epistolari verso soggetti terzi, verosimilmente e subdolamente diffidati - con toni lesivi della professionalità degli autori del libro, e in assenza di qualsivoglia provvedimento giudiziario – a organizzare o partecipare a presentazioni del volume;
·      un avvertimento di tal genere risulterebbe recapitato all’on. Luisa Bossa del gruppo Pd alla Camera dei Deputati, presso la sede del coordinamento provinciale del Pd di Napoli, avendo la stessa partecipato a una presentazione del volume a Roma;
·      analoga iniziativa è stata intrapresa nei confronti della direttrice della “Baccaro Art Gallery” di Pagani, che la mattina del 24 marzo riceveva una e-mail a firma degli avvocati Sergio Carlino e Mario de Bellis, il cui contenuto è qui riportato: «Le scriviamo in nome e per conto di Giovanni Cosentino, per rendervi noto che nei confronti del libro Il Casalese, che apprendiamo verra' presentato presso la sede della Vostra Galleria, e' stata gia' depositata presso il Tribunale di Napoli, sezione proprieta' industriale ed intellettuale, una richiesta ex articolo 700 c.p.c. di sequestro del manoscritto, date le numerose false informazioni gravemente diffamatorie in esso contenute e riguardanti la onorabilita' e professionalita' del nostro assistito, in particolare per quanto concerne false parentele attribuite con alcuni membri della famiglia del boss Schiavone. Tanto vi dovevamo ai soli fini di una corretta e completa informazione non solo di coloro che parteciparanno in qualita' di ospiti alla presentazione ma anche di tutto il pubblico presente in sala»;
·      un esposto richiedente l’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti degli autori delle singolari quanto irrituali iniziative epistolari (avvocati Sergio Carlino e Mario de Bellis), risulterebbe già inoltrato dal legale rappresentante della casa editrice CENTO AUTORI all’Ordine degli Avvocati di Napoli;
·      le iniziative sin qui promosse dai Cosentino hanno – anche per qualità e quantità delle richieste - tutte le caratteristiche di una vera e propria forma di intimidazione contro l’editore, lo stampatore e gli autori del volume “Il Casalese”;
·      la criminalizzazione del diritto di cronaca e la negazione dei diritti sanciti dall’art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana rappresentano un pericoloso precedente che finisce con il favorire il diffuso clima di illegalità e malcostume che, malgrado gli sforzi delle forze dell’ordine e della magistratura, continua a imperare in vaste aree delle province di Napoli e Caserta;
·      sia l’Ordine dei Giornalisti della Campania, che la FNSI, hanno preso posizione contro iniziative che, sia nella forma che nella sostanza, appaiono configurarsi come un deliberato e preordinato attacco alla libertà d’informazione e alla professione giornalistica:

quali iniziative intenda assumere a tutela del diritto di cronaca e del libero confronto delle idee. Un diritto particolarmente rilevante ed efficace per il consolidamento dei valori della legalità e della democrazia, che in alcune aree della Campania, dove maggiore è la pressione della camorra, appaiono fortemente compromessi da azioni intimidatorie – a volte solo apparentemente legittime - che nei fatti annullano totalmente le autonomie locali e il processo di partecipazione democratica dei cittadini.

Francesco Barbato (Idv)
Giulietti (Gruppo Misto)
Granata (Fli)
Picierno (Pd)
Messina (Idv)
Garavini (Pd)
Napoli Angela (Fli)
Graziano (Pd)
Di Biagio (Fli)
Zazzera (Idv)
Di Stanislao (Idv)
Palagiano (Idv)


Report: tre inchieste edilizie, stessi attori

La trasmisisone riconduce a sindaco e Cooprocon le vicende di Cà Fenocchi, Casa Giacomone e stadio



SERRAMAZZONI

Tre inchieste penali: l’abuso edilizio di Casa Fenocchi, con la demolizione di una borgata del 600 e la costruzione di un palazzo. Poi lo sventramento del crinale di Casa Giacomone, con contestuale urbanizzazione che prevede decine di palazzine. Infine l’inchiesta sull’appalto del campo sportivo. Tre inchieste penali, notoriamente in corso da anni (affidate ai pm Graziano, Tibis e Natalini), con un minimo comune denominatore: i lavori sono affidati a società immobiliari riconducibili allo studio Cooprocon, così come il sindaco Luigi Ralenti, che della Cooprocon fu collaboratore-dipendente ed oggi ne è ancora socio, in qualche misura. È questa la durissima tesi che Report, la popolare trasmissione di inchiesta di Rai Tre, ha presentato domenica, attraverso documenti e testimonianze. Inclusa quella - imbarazzatissima - del sindaco Luigi Ralenti. Il quale ancora una volta, a proposito dell’appalto del campo sportivo, ha risposto di avere incontrato Rocco Baglio - considerato il referente delle cosche nel modenese - «per parlare di tutto ma non di edilizia» e che a casa Giacomone sua moglie possiede sì un appezzamento, ma solo perché lo ha «ereditato dai nonni e per una estensione di soli 600 metri quadrati». Ralenti ha anche affermato che da quando ha impegni in amministrazione non ha più rapporti con Coprocon, la società che Report definisce in sostanza molto potente. Ma Report ha dimostrato che nella Coprocon Ralenti risulta ancora indirettamente socio. La trasmissione è stata impostata sul racconto di Francesca Ragusa, conosciuta documentarista che a Cà Fenocchi possiede una antica costruzione. Dalla denuncia di Ragusa al Corpo Forestale è partita la prima inchiesta. «Nella Costituzione - racconta l’indomani da Parigi, dove l’hanno raggiunta decine di messaggi di amici e conoscenti che erano all’oscuro della storia - c’è scritto che la Repubblica tutela il paesaggio. Paesaggio che a Cà Fenocchi veniva devastato, con gravi danni al valore della mia abitazione e il Tar che mi negava un interesse al ricorso. Un’ingiustizia che non potevo accettare». Oggi, si ricorderà, a distanza di un anno e mezzo dall’avvio dell’inchiesta il palazzone di casa Fenocchi è ancora sotto sequestro, mentre proseguono le indagini su casa Giacomone, giunte alla fase decisiva, così come quelle sulla turbativa d’asta sullo stadio, dalle quali erano emersi gli inquietanti legami tra il Comune e la famiglia Baglio che hanno scosso Serra. Un’ultima curiosità: Report ha registrato le dichiarazioni del tecnico del Comune,Tagliazucchi. Il quale, a proposito delle due singolari “varianti essenziali” con le quali si era tentato di regolarizzare la demolizione dell’edificio di Cà Fenocchi negava responsabilità. Ma Ragusa ha testimoniato e documentato il contrario.

13 dicembre 2011
http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2011/12/13/news/report-tre-inchieste-edilizie-stessi-attori-1.2853756





articolo 21 costituzione, Diffamazione, diritto di critica, diritto di cronaca, Farhenheit 451, La Kupola della politica a Isola delle Femmine, libertà di espressione

lunedì 9 aprile 2012

"Il Casalese", oggi si decide sul destino del libro

Napoli, 05.04.2012 | di Rosita Rijtano

L'intervista

"Il Casalese", oggi si decide sul destino del libro

Ciro Pellegrino:«se accolta richiesta della famiglia Cosentino, passerà l'idea che il potere è intoccabile»


Il Casalese
Il Casalese
Si va in tribunale, "Il Casalese"alla sbarra. Da domani la biografia non autorizzata di Nicola Cosentino, potrebbe non esistere più. Sarà il giudice monocratico del Tribunale di Napoli, sezione editoria, a decidere sulla causa intentata dal fratello dell’ex sottosegretario all’Economia: Giovanni Cosentino. La richiesta, avanzata con carattere d’urgenza secondo l’ex articolo 700 del codice di procedura civile, è il ritiro dalle librerie delle copie dell’opera che saranno destinate al macero. Più il pagamento di un milione e duecentomila euro di danni.

 “Siamo abbastanza tranquilli”, dice uno degli autori, Ciro Pellegrino. “Perché nessuno di noi possiede un milione e duecentomila euro. Non possono pretendere ciò che non abbiamo”. A destare preoccupazione è invece la prospettiva che l’opera possa essere distrutta: “La pretesa mostra che idea questi signori hanno dell’inchiesta giornalistica. L’assurda legge secondo cui un libro scomodo deve sparire”. Non solo. “A colpirci sono le lettere che i legali di Cosentino stanno inviando a chi intende organizzare le presentazioni del nostro libro. Dei caldi suggerimenti in cui gli avvocati avvertono che ‘Il Casalese’ è gravato da una richiesta di risarcimento”. L’accusa piombata a metà marzo su nove giornalisti campani e su una piccola società editrice, la CentoAutori, è di aver leso l’immagine dell’Aversana Petroli srl. L’azienda gioiello dell’impero economico dei Cosentino che è stata fondata nel 1975 ed è attualmente coinvolta in un’inchiesta per presunti gravi fiscali. “Nel libro è evidenziata la scalata di quest’impresa divenuta molto importante nel suo settore”, spiega Pellegrino. “Noi non vogliamo privare nessuno del diritto alla difesa. Non siamo infallibili e siamo disposti a fare delle rettifiche, se il giudice lo riterrà necessario. Ma la rivendicazione ci sembra eccessiva. Alla fine tutto ciò che abbiamo scritto è conosciuto. Sono atti giudiziari pubblici. Il nostro unico reato è averli messi in un corpo unico”.

 Sulla vicenda non è  ancora intervenuto Nicola Cosentino. Anche se è lui il vero protagonista de “Il Casalese”. Quattrocento pagine che lo tratteggiano come una figura “potente e oscura”. “Potente – spiega Pellegrino – perché da Casal di Principe riesce a divenire il burattinaio dei berlusconiani in Campania e poi sottosegretario all’Economia con delega al Cipe. Oscura perché gravata da una serie di inchieste giudiziarie”. Ma raccontare l’ascesa di questo personaggio è solo il movente per parlare di un problema più ampio: la selezione della classe politica campana. “Come mai Cosentino è diventato così potente? Com’è possibile che a San Cipriano si nascondessero i super boss dei Casalesi? Di quali appoggi godevano? Sono queste le domande che ci poniamo nel libro. Se il giudice dovesse accogliere in todo la richiesta di Cosentino, passerà l’idea che il potere è intoccabile”. 

Non è la prima volta che un libro finisce al centro di una bufera giudiziaria, dopo aver toccato il clan dei Casalesi. Nel 2004 Nanni Balestrini pubblicò  con Einaudi "Sandokan", storia del feroce boss Francesco Schiavone. Ottenuto un vasto successo di pubblico e di critica, il romanzo-documento fu bersagliato da una serie di querele e richieste di sequestro. Tanto che non fu più ristampato. “L’impareremo a memoria - scherza Pellegrino – ma la verità è che ‘Il Casalese’ morirà se non potremo più leggerlo su carta.  Così come l’Ordine e la Federazione Nazionale Stampa Italiana sono stati vicini a noi giornalisti, mi auguro che le associazioni editoriali facciano quadrato attorno a CentoAutori che con questa pubblicazione si è assunto un grandissimo onere”.


Farhenheit 451 ai tempi del "Casalese"

Farhenheit 451 ai tempi del "Casalese"

La conferenza stampa alla Fnsi il 29 marzo alle 17.00


Il Casalese
Il Casalese
Nel 1951 Ray Bradbury pubblicava un romanzo che racconta di un futuro in cui era reato leggere i libri e i vigili del fuoco andavano in giro per le case a raccogliere tutti i volumi esistenti per bruciarli. Era Fahrenheit 451. Oggi la realtà ha superato la fantasia di Bradbury, i vigili del fuoco sono veri e hanno il nome di Cosentino.

Giovanni Cosentino, fratello dell'ex sottosegretario all’Economia ed ex coordinatore del Pdl in Campania Nicola, ha sporto querela contro la casa editrice Cento Autori, chiedendo 1,2 milioni di risarcimento e la distruzione di tutte le copie del libro “Il Casalese – Ascesa e tramonto di un leader politico di Terra di Lavoro”. Non solo, i legali dei Casalesi hanno perfino intrapreso una campagna di dissuasione scrivendo mail e lettere a chi aveva partecipato o aveva intenzione di organizzare le presentazioni del libro. Dei gravi atti di intimidazione che mettono in pericolo la libertà di stampa e il diritto di cronaca. La prima udienza con procedura d'urgenza si terrà il prossimo 5 aprile. Articolo 21 che a sostegno della causa degli autori, parteciperà domani, giovedì 29 marzo, alle 17 presso la sede della FNSI a Roma alla presentazione del libro.

La solidarietà agli autori ha fatto il giro del mondo, perfino il noto quotidiano spagnolo El Mundo ha ripreso la notizia raccontando della richiesta di risarcimento milionaria. E sul web,da facebok a twitter passando per numerosi blog, non si placano i gesti di solidarietà. In queste ore molti utenti che hanno acquistato una copia del libro partecipano all'iniziativa “io leggo Il casalese”, postando in rete e sui social network una loro foto con in mano il volume.
Inoltre ieri è stata anche presentata un'interrogazione parlamentare presentata dall'onorevole Barbato (idv) firmata da  Beppe Giulietti (Gruppo Misto), Granata (Fli), Picierno (Pd), Messina (Idv), Garavini (Pd), Napoli Angela (Fli), Graziano (Pd), Di Biagio (Fli), Zazzera (Idv), Di Stanislao (Idv), Palagiano (Idv).

Il Casalese è stato pubblicato nel novembre 2011 dalla casa editrice CENTO AUTORI di Villaricca, in provincia di Napoli. Gli autori sono Massimiliano Amato, Arnaldo Capezzuto, Corrado Castiglione, Giuseppe Crimaldi, Antonio Di Costanzo, Luisa Maradei, Giuseppe Papa, Ciro Pellegrino e Vincenzo Senatore. Si tratta di una ricostruzione giornalistica, basata sulle carte processuali, della storia politica e giudiziaria di Nicola Cosentino, ex sottosegretario all’Economia con delega al CIPE del IV Governo Berlusconi, che varie inchieste della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli indicano come referente politico del clan dei Casalesi.

E' l'unico caso letterario in cui si racconta la storia di Cosentino e le sue vicende. A questo punto, forse, è facile capire perché.

* Articolo21.org

domenica 8 aprile 2012

Gli amici del Casalese

Roma, 31.03.2012 | di Santo Della Volpe

L'editoriale

Gli amici del Casalese

La richiesta di sequestro del libro sull'onorevole Nicola Cosentino è un atto che mette in pericolo la libertà e la democrazia nel nostro Paese


Il Casalese
Il Casalese
Perché gli avvocati della famiglia Cosentino, ci hanno onorato della loro presenza durante la conferenza stampa  alla FNSI per denunciare proprio la  richiesta di sequestrare il libro “Il Casalese”, dagli stessi avvocati presentata al Tribunale di Napoli? Beninteso, ognuno può  sempre entrare ed uscire dalla sede della Federazione Italiana della Stampa,in occasione di iniziative pubbliche come una conferenza stampa: quella di Corso Vittorio Emanuele a Roma, è la vera Casa della Libertà in Italia. Ha chiuso la sua porta solo quando la censura fascista l’ha serrata d’autorità: quella stessa censura di regime che aveva ordinato di sequestrare libri e giornali per un ventennio.  E che gli avvocati della famiglia Cosentino, oggi, chiedono di applicare, mutatis mutandis, con procedura d’urgenza, per impedire che un libro- inchiesta scritta a più mani da diversi giornalisti campani e napoletani possa circolare nelle librerie, nelle trasmissioni tv, nelle radio,nelle case degli italiani. 

Perché gli avvocati si sono presentati alla FNSI e non sono invece intervenuti a Palazzo San Macuto, nella sede della Camera dei Deputati, quando lo stesso libro è stato presentato due mesi fa? Forse perché in quella occasione, nella sede più istituzionale delle istituzioni, la Biblioteca storica del Parlamento, a presentare quel libro c’erano alcuni deputati, dell’ allora maggioranza e dell’allora opposizione, particolarmente “noti” all’onorevole Nicola Cosentino: il deputato del FLI, Bocchino ed il senatore Paniz del PdL , ad esempio, oltre a deputati del Partito Democratico. Sia l’on. Bocchino che il sen.Paniz avevano polemizzato, anche tra di loro, ma avevano letto e apprezzato il libro, in particolare  l’on. Bocchino,che di Cosentino conosce tutta l’ascesa politica, i suoi rapporti con l’ambiente dei Casalesi, il suo ruolo nella PdL della Campania. Insomma tutto quello che  la magistratura ha scritto, inviato alla Camera quando si è votata l’autorizzazione all’arresto di Nicola Cosentino, poi bocciata in aula per una manciata di voti. 

L’on.Cosentino, dopo quella conferenza stampa, aveva ,come si dice,furoreggiato e glissato: poi ha capito che con la politica  ci si può anche salvare in Parlamento, ma con la stampa,no; quella non si può fermare. Ed allora ha mandato avanti il fratello Giovanni. Che le inchieste,i libri, può solo chiedere di ritirarli da commercio,vale a dire  “bruciarli”, come nei roghi nazisti  degli anni’30 ricordati dall’on.Barbato, usando il reato di diffamazione . Ed ecco dunque l’arroganza,la sfrontatezza di presentarsi alla FNSI  con le minacce; le stesse delle lettere inviate dagli stessi legali (e sta avvenendo in tutta Italia) a chi osa presentare il libro “Il Casalese” nella propria libreria  o sede istituzionale che sia. Riproponiamo, proprio per far capire cos’è l’arroganza  del Casalese Giovanni Cosentino, il testo della lettera minacciosa che i suoi avvocati stanno mandando a queste librerie o altri luoghi privati di cultura. Testualmente:

“Le scriviamo in nome e per conto di Giovanni Cosentino, per rendervi noto che nei confronti del libro Il Casalese, che apprendiamo verra' presentato presso la sede della Vostra….., e' stata gia' depositata presso il Tribunale di Napoli, sezione proprieta' industriale ed intellettuale, una richiesta ex articolo 700 c.p.c. di sequestro del manoscritto, date le numerose false informazioni gravemente diffamatorie in esso contenute e riguardanti la onorabilita' e professionalita' del nostro assistito, in particolare per quanto concerne false parentale attribuite con alcuni membri della famiglia del boss Schiavone.Tanto vi dovevamo ai soli fini di una corretta e completa informazione non solo di coloro che parteciparanno in qualita' di ospiti alla presentazione ma anche di tutto il pubblico presente in sala.
Cordiali Saluti"


Seguono le firme : il senso della lettera è intimidatorio più di una richiesta di censura preventiva;  ed è minaccioso  e pericolosamente infido quando spende il nome del boss camorrista Schiavone …Buttato lì in 10 righe di lettera , in pratica dice a queste librerie, se osate presentarlo rischiate molto più di una querela… Quel che non dicono gli avvocati è che il sequestro del libro è affiancato da una richiesta di danni pari a 1 milione e 200mila Euro agli autori ed alla casa editrice. Come dire, chi tocca la famiglia  Cosentino muore, perché una piccola casa editrice potrebbe morire seppellita dai debiti se tale incredibile richiesta fosse mai accolta.
Quel che succede al libro “Il Casalese” è l’esempio non solo dell’arroganza del potere  e della protervia politica della intera famiglia del personaggio in questione: è il sintomo di una pericolosa deriva della libertà di stampa nel nostro paese. Usata come un’arma per ferire e colpire, per il metodo Boffo e la macchina del fango, ben conosciuta dall’on. Cosentino (come sa l’attuale presidente della Regione Campania):  ma vista come una libertà da imbrigliare se osa toccare,investigare sul ricco e potente uomo politico amico degli amici. Il Casalese, appunto. 


Brutti tempi se si chiede di eliminare un libro, se se ne colpiscono gli autori
brutti tempi contro i quali è necessario muoversi in tutte le sedi, giudiziarie, di stampa, politiche. Sono in gioco la libertà e la democrazia in questo paese. Per noi e con noi, i colleghi giornalisti che hanno scritto il libro, troveranno lo Sportello Morrione contro le Querele temerarie: con gli avvocati e gli studi legali dello Sportello pronti a contrastare in tutte le sedi queste intimidazioni  pesanti come le armi dei mafiosi e dei camorristi. 
E su Libera Informazione, i colleghi che hanno scritto “Il Casalese” potranno scrivere e rilanciare la loro inchiesta: come e quando vorranno. Potranno, se lo riterranno opportuno, rilanciare in rete le parti che considerano importanti, presentare in pubblico il libro nelle occasioni che sarà necessario organizzare.

Aspettando la prossima lettera dei legali della  famiglia dell’on. Cosentino. 

http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=17137







http://www.pasteris.it/blog/2012/03/28/noi-stiamo-con-gli-autori-del-libro-sui-casalesi/