martedì 24 settembre 2013

Audizione dell'Assessore regionale per il territorio e per l'ambiente e del direttore generale dell'ARPA Sicilia in relazione al piano regionale di risanamento della qualità dell'aria.


Audizione sulle problematiche inerenti il passaggio a livello di via Paestum e ilsistema ferroviario presso il  comune  di Ragusa.

Commissione QUARTA - Ambiente e Territorio  26 settembre 2013 


   La seduta inizia alle ore 11.00.

Il  PRESIDENTE dichiara aperta la seduta e riferisce  che sul  tema  relativo al piano regionale di risanamento  della qualità dell’aria sono state intraprese numerose attività  e  auspica  che si raggiungano dei risultati, vista la presenza dell’Assessore per il territorio e per l’ambiente.

L’onorevole  CIRONE  ricorda  gli  atti  ispettivi  che   ha presentato   e  la  risoluzione  approvata  in  Commissione.  Dichiara  che  si  tratta  di un  tema  molto  delicato  che coinvolge  interessi  sensibili, quale la  salute.  
Rammenta  dell’incontro che la Commissione ha tenuto presso il  comune di   Melilli   e  la  grave  situazione  che  interessa   la popolazione  della  provincia  di  Siracusa,  che  attendono risposte  concrete e risolutive avverso i fattori inquinanti  causati dall’industrializzazione.

L’onorevole  SORBELLO, in relazione alla zona  di  Siracusa, considera prioritari  due  obiettivi:  da  una   parte   la necessità  della rivisitazione dell’autorizzazione integrata  ambientale  e  dall’altra la opportunità di programmare  una  nuova  collocazione delle centraline, in grado di monitorare costantemente  gli  agenti inquinanti.
Nonostante  consideri apprezzabile  l’attività svolta da parte della Provincia  di  Siracusa  e  dall’ARPA, allo stato attuale,  un’area  di  10  chilometri è interessata da emissioni di sostanze  altamente  pericolose   provenienti  dalle  industrie  che   sono   ivi  insediate.

Il dott. LICATA di BAUCINA, dirigente generale ARPA Sicilia, rinvia  alle dichiarazione già espresse nella seduta  n.  56  dell’11 luglio   scorso  circa  il  piano   regionale   di  risanamento della qualità dell’aria, ricordando  che  l’ARPA  ha stipulato con l’assessorato del territorio un protocollo per fornire i dati utili per l’adeguamento  del  piano  al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155. Sulla  problematica riguardante la zona di Siracusa comunica che ha trasmesso al Ministero dell’ambiente una nota con  la quale viene chiesta una rivisitazione dell’AIA nella zona de qua.  Tuttavia, non essendo organo competente ad inoltrare tale istanza è stata  trasmessa all’assessorato   del  territorio affinchè provvedano.

Il  sig.  GENCHI, CGIL, osserva che sei anni fa  Legambiente denunciava che il piano regionale sulla qualità  dell’aria era  il  prodotto  di  un copiato dal piano  della  Regione Veneto. Nonostante una particolare attenzione mediatica, non è  susseguito  alcun intervento.  Infatti, il piano  contiene dei  riferimenti  che  non  risultano  compatibili  con   il territorio  siciliano,anzi, vi  sono  rinvii a  territori pianeggianti e percorsi che appartengono alla realtà veneta. E  sebbene sia stata chiesta più volte la revoca del  piano, ancora  oggi  sul  sito dell’assessorato del  territorio  si trova   pubblicato  il  suddetto  piano  con   delle lievi modifiche.  Sulle  aree  ad  elevato rischio ambientale, come  Siracusa, erano  state  stanziate  ingenti somme  per  il  risanamento dell’aria, di cui non si è visto alcun beneficio. Stigmatizza,  inoltre,  i contenuti della  recente  AIA  sul petrolchimico di Siracusa, che opera dei rinvii in un’ottica di prospettive future.


La sig.ra LO BELLO, Assessore regionale per il territorio  e l’ambiente,   esprime  compiacimento   per   le   iniziative intraprese  sull’argomento  in  merito  al  quale  ha   dato  risposta  alle  interrogazioni presentate.  
Ammette  che  il piano in questione è stato frutto di una riproduzione di  un piano  di  altre  regioni,  ma  assicura  che  i  dati   ivi contenuti sono della Regione siciliana. E su tali dati si  è provveduto a dare attuazione mediante l’adozione di  decreti assessoriali.   
Sostiene   che   il   ritiro    del    piano comporterebbe  una  lacuna  e  che,  pertanto,  sarebbe  più opportuno  procedere  ad  un  aggiornamento  dello   stesso. Informa che ha avviato dei tavoli su tale tema, affinchè  la  Regione si adegui alle direttive del decreto legislativo  n. 155 del 2010.  Assicura  che un’attenzione particolare è dedicata  all’aria di   Siracusa.  A  tal  proposito  informa  di  un  prossimo incontro    presso   il   Ministero   dell’ambiente    sulla rivisitazione dell’AIA di cui ha parlato il dott. LICATA  di BAUCINA  e  sulla rete di monitoraggio dati che deve  essere attivata nella Regione.  Deposita   una   relazione   redatta   dai   propri   uffici  sull’argomento datata il 22 marzo scorso.

L’onorevole  SORBELLO  chiede che prima  di  procedere  alla rivisitazione  dell’AIA vengano coinvolti  gli  enti  locali della zona interessata.

Il  dott. CAPILLI (uno dei redattori del Piano n.d.a.), dirigente dell’Assessorato del territorio e dell’ambiente, riconosce che il piano sia stato copiato da altre  regioni,  ma è operativo da sei anni ed  ha  prodotto  anche effetti, contenuti in alcuni decreti assessoriali.

Il   sig.  CIAMPOLILLO,  Comitato  Cittadino  Isola  Pulita,rappresenta  che  il  piano attualmente ancora  vigente  non contiene   alcun   riferimento  alle zone  interessate   da cementifici.  Chiede come l’Italcementi presso  Isola   delle Femmine  abbia  ottenuto l’AIA se tali  zone  non  risultano  presenti nel piano.

Il  PRESIDENTE  chiede  chiarimenti in  merito  al  rilascio dell’AIA  al  citato cementificio,  senza  il  presupposto, ovvero la previsione all’interno del  piano regionale

Il  dott.  CAPILLI  riconosce  che  il  piano  non  contiene alcunché sui cementifici, si limita a prevedere l’inventario  regionale delle emissioni.

La  dott.ssa NICOTRA, esperta in materia ambientale,  elenca una  serie di sostanze inquinanti che risultano presenti  in tutta  la  zona  di  Siracusa.  Riferisce  che  le  sostanze rilevate sono altamente pericolose per la salute umana e  il decreto  legislativo n. 155 non le elenca  tutte.  Pertanto, propone  che  la  Regione  si faccia  carico  di  aggiungere all’elenco nazionale tali sostanze mediante un atto proprio.  Tra  queste  ricorda le emissioni di PM10 provenienti  dalle torce del petrolchimico che sono continuamente accese  e  le emissioni  provenienti  dai camini. Dichiara,  inoltre,  che nella  zona sono presenti inceneritori i cui controlli  sono deferiti alle stesse società titolari dell’impianto. Ritiene che  i  controlli  debbano  essere  compiuti  da  un  organo esterno, quale potrebbe essere l’ARPA.
            
Il  PRESIDENTE  condivide la proposta di  adottare  un  atto regionale,   trattandosi  di  materia  che  operando  in  via restrittiva  nel  rispetto   dell’ambiente  e  della   salute  rientra tra le competenze regionali.
        
L’onorevole   CIRONE  ritiene  che  la  soluzione   sia   da individuare   nell’adozione  di  un  decreto  assessoriale    riferisce  di  un  lavoro di  monitoraggio  di  sostanze  non soggette a controllo da parte della prefettura.

Il  sig. GENCHI rappresenta le anomalie delle torce che sono  sempre  accese, sostenendo che servono non come  segnale  di mal  funzionamento, bensì  per  bruciare  alcune  sostanze. Avverte  sulla  necessità  di intervenire a disciplinare  le   bolle di raffineria, su cui riferisce di avere redatto  nel 2006,  quando  prestava  servizio presso  l’assessorato  del territorio,  una  relazione che contiene proposte  normative sulla materia.
           
Il  sig.  LA ROSA, CGIL, suggerisce all’Assessore di avviare  una consultazione con i rappresentanti di tutte le categorie  prima di redigere un nuovo piano sulla qualità dell’aria.  E aggiunge che tale piano deve essere coordinato con gli altri piani regionali, quale ad esempio quello dell’energia.
            
Il  Prof.  LOMBARDO,  Università  di  Palermo,  contesta  le modalità  di  redazione del piano, non  essendo  sufficiente  inserire  dei dati di una regione in un contesto di un’altra regione.
            
Il  PRESIDENTE condivide il suggerimento di creare una  rete    di coordinamento tra tutti i piani regionali.
           
L’Assessore LO BELLO chiarisce che gli effetti citati che il  piano   ha     finora   prodotto   sono   effetti   relativi  all’organizzazione 
amministrativa.  Ritiene  meritorio   il contributo  che la Commissione  sta offrendo  con  la  seduta odierna. Si impegna ad organizzare un  incontro con le  parti presenti   successivo   al   confronto   con   gli     organi   ministeriali.


Il  sig. CIAMPOLILLO ribadisce l’opportunità di revocare  il  piano attualmente pubblicato sul sito dell’assessorato. 

Il PRESIDENTE dichiara concluso il primo punto all'ordine del giorno e passa al secondo punto.  




Sig.ra LO BELLO Maria, assessore regionale per il territorio e l'ambiente
Dott. BARTOLOTTA Antonino, assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità
Dott. GULLO Gaetano, dirigente generale dipartimento regionale ambiente
Dott. ARNONE Giovanni, dirigente generale dipartimento regionale
infrastrutture, mobilità e trasporti
Dott. LICATA di BAUCINA Francesco, dirigente generale ARPA Sicilia
Dott. PICCITTO Federico, sindaco del comune di Ragusa
Ing. CUCINOTTA Andrea, direttore generale responsabile per la Sicilia di RFI
Prof. LOMBARDO Alberto, Università di Palermo
Dott. FONTANA Domenico, Legambiente Sicilia
Sig. LA ROSA Alfio, CGIL
Sig. GENCHI Gioacchino, CGIL
Sig. JANNI Leandro, Italia Nostra
Sig. PALMIERI Angelo, WWF
Prof. SOLARINO Luigi, Decontaminazione Sicilia
Sig. CASELLA Mario, Decontaminazione Sicilia
Sig.a BIANCO Asessandra, AugustAmbiente
Sig. CIAMPOLILLO Giuseppe, Comitato Cittadino Isola Pulita
Sig. GURRIERI Giuseppe, CUB trasporti provinciale
Sig. RAGUSA Salvatore, CUB trasporti provinciale
Sig. PATRIARCA Andrea, comitato pendolari e per il rilancio della ferrovia
Sig. COSTA Giuseppe, comitato pendolari e per il rilancio della ferrovia
Sig. FIRRINCIELI Sergio, comitato NO MURO



    


Ambiente, verso un nuovo piano della qualità dell’aria

settembre 27, 2013   ·   1 Comments

PALERMO – Il governo regionale sta lavorando ad un nuovo Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria. Lo ha detto ieri, 26 settembre, in Commissione  all’Ars, l’assessore al ramo  che ha anche accolto la richiesta di associazioni e della di “rendere più cogenti” i controlli sull’inquinamento dell’aria in Sicilia. 

«Lo faremo attraverso un testo di legge anzi, se possibile, 
con decreto assessoriale», ha detto Lo Bello. 

Al centro delle preoccupazioni della Commissione, Cgil e associazioni 
ambientaliste, situazioni come quella dell’area industriale di Siracusa con 
10 km di impianti industriali e alcuni inquinanti che, dice Trizzino “non 
sono neppure contemplati nei decreti legislativi nazionali che regolano 
la materia. E’ per questo che abbiamo chiesto un intervento legislativo 
aggiuntivo che migliori e perfezioni la lotta all’inquinamento dell’aria 
sull’isola”. Sotto i riflettori anche l’operato dell’Arpa. 

«Ci sono situazioni paradossali– dice il presidente della Commissione, 
 – A Gela, ad esempio, dove sono presenti 48 camini 
industriali, per i controlli c’è un solo tecnico dell’Agenzia».

Un capitolo spinoso, quello dell’inquinamento dell’aria in Sicilia. 

Non solo per lo scandalo del Piano regionale di risanamento finito nel mirino anche della Procura perché si scoprì – era il 2007, l’assessore era allora Rosanna Inerlandi e il dirigente responsabile, Salvatore Anzà –che il piano era un “copia incolla” di quello del Veneto, ma perché dopo il Piano di risanamento e soprattutto con norme più stringenti rispetto alle 
emissioni inquinanti, molte aziende potrebbero essere chiamate a un 
adeguamento degli impianti.

Ma quali sono i tempi del nuovo Piano regionale? 

«Lo Bello – dice Trizzino –ha riferito alla Commissione che la programmazione  generale  è già all’esame del Ministero. E che, una volta avuto l’ok da Roma, il governo riunirà il Tavolo tecnico per stilare il Piano definitivo”. 

Di fatto dal 2007 ad oggi, da quando cioé Legambiente svelò in una conferenza stampa che il Piano della Regione siciliana altro non era che la fotocopia di quello della Regione Veneto (risalente al 2000 e, bocciato dalla Commissione  Europea), l’isola è rimasta senza un vero strumento di programmazione e  pianificazione per il risanamento dell’aria. Per questo, lo scorso aprile i deputati del M5S avevano presentato all’Ars una interpellanza al presidente della Regione, Rosario Crocetta. 

E il Gup di Palermo rinviato a giudizio, ad aprile, i presidenti Cuffaro e 
Lombardo insieme ai rispettivi assessori all’Ambiente. A scandalizzare 
l’opinione pubblica del Piano fotocopia fu il fatto che tra le parti copiate ce  n’erano alcune che generavano, come si legge nell’interpellanza dei 
Cinque Stelle “inedite comunanze climatiche tra il Veneto e la Sicilia: 
tipo il sistema aerologico padano della Regione Sicilia o la limitazione 
dell’utilizzo del riscaldamento domestico a causa della rigidità del clima».

http://www.ilmattinodisicilia.it/ambiente-verso-nuovo-piano-della-qualita-dellaria/#sthash.bAme1uee.dpuf

IN SICILIA DAL 9 AGOSTO  DELL’ANNO 2007 NON SI RESPIRA LA STESSA  ARIA



Il “rigido clima della Sicilia” ci ha reso più  Europei, 
Oltre al  Bacino aerologico Padano” in Sicilia abbiamo le “piste ciclabili lungo l’argine dei fiumi e dei canali” presenti nei centri storici dei comuni siciliani

Dal  9 AGOSTO 2007  sembra che in Sicilia sia mutato anche l'assetto autonomistico, dato che anche il Parlamento, l’Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale, come quello del Veneto”  

Sono tornate le comunità montane, l'intero territorio è diventato pianeggiante  sono nati il Sistema Ferroviario Metropolitano regionale (SFMR), il Comitato di indirizzo e Sorveglianza (CIS), i Tavoli Tecnici Zonali (TTZ), il bollettino dei Centri Operativi Provinciali (COP), ma, di contro, non c'è traccia dei 3 poli petrolchimici, delle centrali termoelettriche, dei cementifici e della distilleria più grande d'Europa; la Gazzetta Ufficiale Siciliana si chiama GUN e non GURS e tra i progetti previsti ne figura uno persino della Regione Lombardia approvato con Decreto della Giunta lombarda e corredato da varie Delibere della medesima Giunta; talune Direttive comunitarie e normative nazionali sono citate in via di emanazione o vigenti, nonostante siano intervenuti l'emanazione, il recepimento e in qualche caso l'abrogazione.

Per ogni eventuale dubbio esplicativo o interpretativo, a pag 26, cap 1,§ 1.6, sub § 1.6.1., era indicato il link http://servizi regionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm, salvo scoprire che non si era indirizzati ad un documento siciliano, ma direttamente al cap 4 del Piano della Regione Veneto.

Risultato:un pot-pourri di dati siciliani e soluzioni venete.



INDIVIDUATE LE FONTI  DA CUI SONO STATE LETTERALMENTE TRATTE PAGINE INTERE DEL “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente” approvato con D.A. 176 9.08.2007

Complessivamente  il “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente” approvato con D.A. 176 9.08.2007:

Le 241 pagine risultano tratte dalle  323 pagine, o da porzioni di esse, tratte da  27 FONTI presenti anche in rete (N.B.: alcuni siti originari hanno subito cambiamenti negli anni, ma le pagine oggetto della copiatura sono state salvate) 


Il “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente” è stato COPIATO  da:

  • COPIATE dal “Piano Regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera” D.G.R. 902 del 4 Aprile 2003 D.G.R. 57 11 Novembre 2004 pagine n 131

  • COPIATE dal "Piano regionale di tutela e risanamento dell'atmosfera" DGR 902 del 4 aprile 2003 D.G.R. 57 11 Novembre 2004  pagine n 131 

  • COPIATE da Programma Pluriennale regionale attuativo regolamento CEE 2080 biennio 98/99 pagine n 6

  • COPIATE da Il Turismo in Sicilia pagine n 1


  • COPIATE da Relazione Stato dell’Ambiente Agenda 21 Comune Palermo pagine 7
  • COPIATE da Annuario  ARPA 2005 pagine  n 18
  • COPIATE da Annuario  ARPA 2004 pagine  n 49

  • COPIATE da Provincia Torino Ambiente Inquinamento  Biossido di Azoto Zolfo pagine n 3

  • COPIATE da Annuario ARPA 2006 pagine n 18

  • COPIATE da AMIA Palermo realzione 1997 1998 pagine n 4

  • COPIATE da AMIA PA III Relazione pagine n 7

  • COPIATE da Carta Climatica e Atlante Climatologico della Sicilia pagine n 15

  • COPIATE da Università Ferrara Tesi di Laurea “L’Ambiente Naturale” pagine n 1

  • COPIATE da Enea 1999 pagine n 4

  • COPIATE da I Processi di desertificazione pagine n 1

  • COPIATE da Istituto Veneto Tesi di Laurea pagine n 2

  • COPIATE da Piano Provinciale Tutela Qualità aria Prov Autonoma Trento  pagine n 1


  • COPIATE da AMIA V Relazione pagine n 9

  • COPIATE da APAT Biomonitoraggio 2005 pagine n 2

  • COPIATE da Linee Guida Comprensorio del Mela pagine n 3

  • COPIATE da ARPA Laboratorio Mobile Milazzo pagine n 15

  • COPIATE da AMIA 3-4-5- Relazione pagine n 1

  • COPIATE da D.M. 261/02  Normativa pagine n 4

  • COPIATE da Genchi Cammarata pagine n 11

  • COPIATE da Piano Direttore Assessorato Turismo Trasporti Sicilia pagine n 3

 A cura del Comitato Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine


http://tutelaariaregionesicilia.blogspot.it/



PIANO REGIONE SICILIA  DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA AMBIENTE  ADOTTATO CON D.A.  N 176/GAB DEL 9 AGOSTO 2007

Il Piano oltre a rappresentare un collage di capitoli, paragrafi ….. integralmente trascritti da pubblicazioni di altri Enti ed Amministrazioni,   riproduce  delle “inverosimili” SIMILITUDINI  SOMIGLIANZE COPIATURE REFUSI ERRORI …….con l’omologo piano:

IL “PIANO DELLA REGIONE VENETO PER LA  TUTELA E IL  RISANAMENTO DELL’ARIA” (delibera 452 15 febbraio 2000) ADOTTATO CON DELIBERAZIONE N 57 DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO L’11.11.2004 che nell’APRILE 2006 LA COMMISSIONE AUROPEA BOCCIA

La distribuzione delle pagine  del Piano Aria Regione Sicilia Copiato con il relativo numero di pagine oltre al  Piano Veneto dalle oltre 20 fonti da cui si è “ricopiato”

Capitolo 1:
11 pagine del Piano Aria Sicilia Copiate dal Piano Veneto 16 Pagine. Pagine interamente copiate  dal Piano Veneto in N° 16  (riportate nel  fascicolo da pagina 8 a pagina 16 e da pag 22 a pagina 28) Pagine INTERE del Piano Sicilia interamente copiate oltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 8

Capitolo 2:
34 pagine del Piano Aria Sicilia Copiate dal Piano Veneto Pagine interamente copiate  dal Piano Veneto in N° 15  (riportate nel  fascicolo pagine 5-6-8-10-16-17-18-21-43-53 e da pag  55 a pagina 59) Pagine INTERE del Piano Sicilia interamente copiate oltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 19

Capitolo 3:
30 pagine del Piano Aria Sicilia Copiate dal Piano Veneto Pagine interamente copiate  dal Piano Veneto in N° 10 (riportate nel  fascicolo pagine 4-6-9-12-38 e da pag  46 a pag  9 e pag 56) Pagine INTERE del Piano Sicilia interamente copiate oltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 19

Capitolo 4-5-6-7-8-9-10-bibliografia glossario:
36 pagine del Piano Aria Sicilia Copiate dal Piano Veneto Pagine interamente copiate  dal Piano Veneto in N° 27 (riportate nel  fascicolo da pag 24 a pag 36 da pag 40 a pag 43 pagine 46 e 47- pagine 51-56-57-58 e da pagina 63 a pagina 66) Pagine INTERE del Piano Sicilia interamente copiate oltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 24

RIEPILOGO DEL NUMERO DI PAGINE COPIATE:
131 pagine del Piano Aria Veneto ricopiate nel Piano Aria Regione Sicilia composto di 241 pagine   Pagine intere copiate  dal Piano Veneto in N° 68 Pagine INTERE del Piano Sicilia interamente copiate oltre che dal Piano Veneto dalle oltre 20 fonti in N° 70









COMMISSIONE AMBIENTE REGIONE SICILIA AUDIZIONE PER RIMOZIONE DAL SITO 



mercoledì 18 settembre 2013

Parla Zita, il nemico della 'squadra': "mi hanno rimosso senza un motivo"

Parla Zita, il nemico della 'squadra': "mi hanno rimosso senza un motivo"



Lo sfogo del dirigente della Regione: "Intralciavano di continuo il mio lavoro"

Melandri, Bindi, Lorenzetti e Finocchiaro
Melandri, Bindi, Lorenzetti e Finocchiaro
Firenze, 18 settembre 2013 - "La sostituzione da responsabile dell’ufficio Via della Regione Toscana fu immotivata e lesiva della mia professionalità; scrissi al mio dirigente che accettavo la decisione dei vertici regionali solo per spirito di servizio": così l’architetto Fabio Zita, lo "stronzo", "bastardo", "terrorista", nemico della squadra capeggiata, secondo le accuse dei pm, da Maria Rita Lorenzetti, ricostruisce all’Ansa la sostituzione subita nel luglio 2012. Quella rimozione dall’ufficio Valutazione impatto ambientale, secondo il gip Angelo Antonio Pezzuti, avvenne proprio per le pressioni della presidente di Italferr sulla Regione Toscana.
Tra i progetti, l’ufficio Via si stava occupando di rilasciare un parere sui lavori per il tunnel Tav di Firenze e l’architetto Zita, forte di pareri tecnici precisi, era contrario al desiderio di Italferr e consorzio Nodavia di far passare le terre di scavo del tunnel come sottoprodotti edili, anziché di considerarli rifiuti essendo una miscela semifluida di terra e additivi chimici come la bentonite.
Nell’estate 2012, racconta Zita, "mi convocò il dirigente Barretta e mi disse che era opportuno che mi dedicassi ad un’altra esperienza lavorativa. Gli dissi che non gradivo questa impostazione e poi scrissi una lettera di due pagine a lui e alla direzione del personale della Regione esprimendo una serie di eccezioni quindi venni trasferito a responsabile del Piano paesaggistico regionale".
Il 3 luglio 2012 Zita era fuori dall’ufficio Via della Toscana "dopo avervi lavorato 18 anni come dirigente avendo vinto un concorso. Ho valutato 950 progetti, solo meno del 10 per cento. Non ho mai perso un contenzioso, mi sono occupato di due leggi regionali".


E le pressioni sul parere per le terre di scavo? "Mi volevano prendere per stanchezza: arrivavano continuamente richieste di relazioni esplicative, di promemoria e altri documenti, che mettevano in difficoltà l’ufficio, tuttavia coi miei collaboratori rispondevamo a tutto". In una riunione a Roma, fu lui stesso a dire di aspettarsi "pressioni". "Il parere sulla Via è frutto del lavoro di tanti soggetti - aggiunge il dirigente -. Inoltre una volta al mese venivano fatti briefing con il dirigente e con gli assessori competenti di volta in volta in cui sintetizzavo le criticità dei singoli progetti".
Zita, che per l’eolico nel pisano ha ricevuto minacce di morte, si dice "amareggiato ma non sorpreso di quanto gli è accaduto". "Da 30 anni a ora la situazione è molto peggiorata. Ora non ho fiducia in questa politica, in questa pubblica amministrazione per come è organizzata e per chi ci sta intorno: ci sono interessi e appetiti troppo grandi, è lo specchio dei tempi".


15 giugno, Regione Toscana: una losca manovra di Rossi


Il Comitato Ariacheta con costernazione apprende della recente manovra del governatore della Regione Toscana (commentata qui sotto dai comunicati che riportiamo).
Si tratta di un atto grave che con un colpo di mano, per altro in nessun modo motivato,  elimina uno dei pochi controlli ancora esistenti sul territorio, lascinado mano libera agli interessi delle grandi cordate che operano nel settore delle opere pubbliche.
Tutta la nostra solidarietà a Fabio Zita, il funzionario dell'Ufficio Via di cui negli anni abbiamo imparato ad apprezzare la trasparente integrità, e all'amica Mariarita Signorini di Italia Nostra, che con incessante energia da anni continua a denunciare le losche manovre dietro cui si celano gli speculatori del territorio.



Con delibera del 15 giugno, il governatore compie il "piccolo golpe" (secondo la definizione di Italia Nostra e ComitatonotunnelTav che denunciano l'accaduto) e avoca a se stesso le deleghe

 Firenze - Cosa succede in Regione Toscana? Qualcosa che Italia Nostra Firenze giudica "un piccolo golpe". E sono Maria Rita Signorini, del direttivo nazionale dell'associazione ambientalista, insieme a Tiziano Cardosi, esponente del ComitatonotunnelTav, a fare emergere la delibera del 15 giugno con cui il presidente Enrico Rossi toglie all'assessorato all'ambiente e riserva a se stesso le competenze su Via (valutazione d'impatto ambientale) e Vas (valutazione ambientale strategica) "peraltro – come aggiungono Signorini e Cardosi – senza alcuna motivazione".

"E' inquietante perché avviene all'indomani delle dichiarazioni dello stesso presidente sull'assoluta necessità di procedere con le "grandi opere" infrastrutturali che interessano massicciamente la Regione, a partire dal nefasto progetto di sottoattraversamento fiorentino di Tav – spiega la nota congiunta - non vorremmo che quella dichiarata necessità comportasse lo svuotamento degli strumenti di controllo e valutazione dei progetti, fra cui appunto la Via e la Vas".

Ma non basta, come spiegano Signorini e Cardosi. "Nello stesso momento voci fondate e sempre più insistenti parlano dell’avvenuta rimozione del Responsabile del Settore regionale competente per la Via, per destinarlo ad altro incarico". Insomma, quello che preoccupa l'associazione ambientalista e il ComitatonotunnelTav, è la "desertificazione" che di fatto "sembra essere praticata in una postazione così importante, che svolge un controllo su permessi fondamentali per assicurare la sostenibilità delle opere sottoposte a giudizio degli esperti". E la polemica è inevitabile: fra le cause della decisione del governatore, i dubbi espressi da Signorini e Cardosi energono chiari. "Forse applicare le leggi e quegli strumenti di controllo e valutazione, costituiva un "ostacolo" agli appetiti cementizi? - attaccano - non sarà perché, ad esempio, con un atto esemplare, basato su pareri tecnici di Arpat e Ministero, il Settore Via ha dato parere negativo all'utilizzo alla miniera di Santa Barbara del materiale scavato dalla talpa (Monnalisa) classificato come rifiuto? Questa classificazione rende impossibile l'inizio dello scavo delle gallerie fiorentine, dimostrando la falsità delle dichiarazioni di tutti quelli che vogliono questo progetto ad ogni costo (dall'AD delle ferrovie Mauro Moretti, all'ex ministro delle infrastrutture Altero Matteoli, all'ex assessore regionale e attuale responsabile del PD per le infrastrutture e consigliere del Fondo F2i Riccardo Conti, fino al presidente regionale). Purtroppo i fatti denunciati, privi di alcuna motivazione, autorizzano domande inquietanti, a cui chiediamo una risposta".

E di fronte al fatto compiuto, Italia Nostra parla di un vero e proprio "piccolo golpe": in realtà, si tratta di una competenza propria del presidente, anche se, vista la delicatezza eell'argomento, forse sarebbe stata auspicabile una decisione più ... "condivisa". 
E dunque? Tutto, per Italia Nostra e per il Comitato NotunnelTav rimane affidato al consiglio regionale, di cui si auspica "un sussulto di orgoglio perché fermi questo vergognoso tentativo di annullare ogni controllo democratico e amministrativo".


© STAMPTOSCANA







Tav, Rossi esautora Bramerini e dirigente Valutazione ambientale. De Zordo: "Tutele troppo invadenti per il presidente ambientalista del fare".


26 Giugno 2012 11:14

Alta velocità Tav, Rossi esautora Bramerini e dirigente Valutazione ambientale.

De Zordo: "Tutele troppo invadenti per il presidente ambientalista del fare".


Il presidente regionale Enrico Rossi sta mostrando un decisionismo muscolare in materia di "grandi opere" che ci suscita più di un allarme. Prima fa le distinzioni fra ambientalisti "buoni" (lui) e "cattivi" (chi si oppone a un inceneritore, una autostrada, un supertunnel), con una logica del "fare" che prescinde dal merito delle opere e delle motivazioni. Poi, individuando nelle "grandi opere" il motore del futuro regionale, si lamenta che queste vadano troppo a rilento, e sprona tutti ad affrettarsi.




Passando dalle parole ai fatti, con un decreto del 14 giugno, che non riporta alcuna motivazione, toglie la competenza in materia di Valutazione di Impatto Ambientale e di Valutazione Ambientale Strategica a chi ne è naturale depositario, l'Assessore all'Ambiente Bramerini, per riservare a se medesimo l'onere e l'onore di occuparsi direttamente della questione.

Infine rimuove, secondo notizie fondate, il dirigente regionale del settore Valutazioni ambientali, per sostituirlo non si sa con chi. 





Non è dato conoscere neanche in questo caso le motivazioni di un avvicendamento improvviso e inspiegabile. Evidentemente qualcosa non andava. Il dubbio che ci coglie, vedendo tutto l'insieme, è che quello che non piaceva al presidente Rossi fosse un sistema di regole, di tutele e di valutazioni evidentemente troppo invadente per il suo ambientalismo, più attento al "fare" che all'ambiente.

Il dubbio è che meno si scava (nei progetti, non nei tunnel) e meglio è, che l'importante è aprire cantieri, senza tanti "lacci e lacciuoli". Hai visto mai che su certi terreni Rossi e Renzi, che sono ormai come cane e gatto, sono in realtà più vicini di quanto non si pensi

Gruppo Misto Regione Toscana

Comunicato del 27/06/2012

http://ariacheta.blogspot.it/2012/06/15-giugno-regione-toscana-una-losca.html



Fabio Zita è un architetto della Regione Toscana rimosso da dirigente dell’ufficio Valutazioni d’impatto ambientale perché, secondo la Procura di Firenze che indaga sul malaffare che ha inquinato l’appalto Tav di Firenze, ha difeso l’applicazione della normativa vigente in materia di rifiuti inquinanti. Ecco la lettera aperta che Italia Nostra e il Comitato NO TUNNEL TAV gli hanno scritto.

tavGentile architetto Fabio Zita,

siamo un gruppo di cittadine/i dell’associazione Italia Nostra e del Comitato NO TUNNEL TAV che a Firenze si oppongono dal 2006 alla realizzazione del Passante TAV che giudichiamo inutile, pericoloso e molto costoso. Dagli sviluppi delle indagini e dalle relative intercettazioni telefoniche che le agenzie di stampa hanno diramato abbiamo visto che, oltre ai 6 arresti eccellenti, esce anche il suo nome.

Parrebbe che Lei sia stato di grande ostacolo al gruppo di potere che stava aggiustando, “con lavoro di squadra”, tutte le gravissime lacune che affliggono questo progetto. In particolare la Sua decisione di considerare le terre di scavo, prodotte dalla fresa durante la realizzazione dei tunnel, come rifiuti speciali da non riutilizzare per risanamento ambientale, ha impedito l’inizio dello scavo.
Dalle intercettazioni stesse risulterebbe che lei è stato considerato come una persona che non sapeva fare il “lavoro di squadra”, cosa in cui invece eccellevano persone come Bellomo o Lorenzetti, capaci di creare una ragnatela di amicizie e di favori e rendere possibile la costruzione del Passante TAV. Risulterebbe anche che lei sia stato considerato uno “stronzo”, un “terrorista”, un “bastardo” per il suo lavoro in cui ha semplicemente fatto il suo dovere, quello cioè di applicare leggi e regolamenti nelle procedure che riguardano il Passante TAV.
In seguito Lei sarebbe anche stato rimosso dal Suo incarico di responsabile delle procedure di VIA nella Regione e le deleghe le avrebbe avocate a sé il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Per questi motivi Le vogliamo esprimere tutta la nostra personale e collettiva solidarietà, La vogliamo ringraziare per il Suo lavoro e l’onestà con cui lo ha fatto. Gli epiteti offensivi che Le sono stati rivolti può considerarli come blasoni da ostentare con orgoglio nella Sua vita come riconoscimento alla sua competenza e soprattutto alla sua onestà intellettuale e professionale.

Abbiamo seguito il suo lavoro, in particolare siamo rimasti scandalizzati dalla Sua rimozione per destinarla ad incarico meno incisivo in un altro assessorato.

Se quello che emerge dalle indagini della Magistratura è la realtà di questo nostro paese non possiamo esimerci da fare alcune considerazioni:
Probabilmente Lei ha fatto semplicemente il Suo lavoro secondo la Sua coscienza e i regolamenti in vigore, ma è sconvolgente vedere la solitudine in cui si è trovato. Mentre politici, dirigenti, imprenditori facevano “lavoro di squadra” per aggiustare le cose peggiori, mentre si scambiavano favori e incarichi ben retribuiti, Lei è rimasto come un eroe solitario, isolato da tutti e probabilmente anche soggetto a mobbing. Nemmeno noi Le abbiamo espresso la nostra solidarietà e vicinanza morale nel timore di poter nuocere a Lei o al Suo lavoro.
La Sua solitudine è un sintomo grave della situazione penosa in cui versano le nostre istituzioni. Questo regime appiccicoso di politici, finti manager, dirigenti sempre inchinati davanti al potente di turno disegnano una Italia in cui la democrazia è solo un involucro vuoto di senso.

Temiamo che figure come la Sua siano ad esaurimento e che i nuovi dirigenti e politici che arriveranno nelle istituzioni saranno selezionati non secondo competenze, ma in base alla fedeltà che sapranno dimostrare al “lavoro di squadra”. Un futuro nerissimo si dipinge per il nostro paese, per la nostra Toscana, per la nostra Firenze.

Speriamo Le possa essere di conforto sapere che noi che scriviamo siamo tanti e che molti di più non Le hanno scritto solo perché non sanno cosa si muove nelle viscere del sistema politico. Sappia di non essere solo: il professor Salvatore Settis ha valutato in circa 30.000 i gruppi di cittadini come il nostro che in Italia si organizzano e si oppongono agli scempi fatti al loro territorio.
Sappia che, anche se non La conosciamo di persona, il Suo lavoro è di conforto anche per noi, una salda speranza per il futuro delle prossime generazioni.

Con stima

Italia Nostra Firenze

Comitato  NO TUNNEL  TAV  FIRENZE 

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GRAMELLINI BUONGIORNO Mal’Italia: i partiti nello Stato

Il Bene Comune in Italia è un male, perché è gestito dai partiti. L’ultimo schizzo di questa triste realtà emerge dalle carte del processo a Maria Rita Lorenzetti, l’ex presidente dell’Umbria arrestata per una storiaccia di appalti che avrebbe ordito come presidente dell’Italferr. Ma vi sembra normale che al timone delle aziende pubbliche finiscano sempre persone «segnalate» dai partiti o dai sindacati?  

Questa Lorenzetti è una dalemiana di ferro e fa parte di un sistema chiuso di potere che in tanti decenni ha prodotto un reticolo di favori, scambi e ricatti, coinvolgendo parenti e compagni in un gigantesco conflitto di interessi. Quando esaurisce i mandati da governatrice regionale, il Pd la sistema in un ente pubblico, finanziato dalle tasse dei cittadini ma i cui vertici vengono decisi dalla politica. Senza alcuna competenza specifica, Lorenzetti si ritrova a capo di Italferr, una società di progettazione del gruppo Ferrovie dello Stato, e da lì continua a fare quello che ha sempre fatto: il funzionario di partito che risponde al partito e alla conventicola d’affari.  

Le intercettazioni telefoniche raccontano con precisione lancinante il sottobosco che soffoca la crescita e il futuro di questo Paese. C’è un geologo, Walter Bellomo, inserito in una commissione tecnica in quota Pd, perché anche nelle commissioni tecniche si entra «in quota» come alla Rai, dove una volta prendevano «un democristiano, un socialista, un comunista e uno bravo», finché per ridurre i costi limitarono le assunzioni ai primi tre. Questo geologo riesce a far passare la soluzione gradita alla presidente Lorenzetti, che subito si prodiga con Anna Finocchiaro per rimediargli un posto in lista alle elezioni. L’operazione non riesce perché evidentemente ci sono altri compagni ancora più zelanti da piazzare, e il geologo ci rimane male. Un altro funzionario, Fabio Zita, ha invece il torto di anteporre gli interessi dello Stato a quelli della Lorenzetti e ostacola l’appalto: viene riempito di insulti da un sodale della presidente e, quel che è peggio, rimosso dall’incarico per ordine del governatore della Toscana, Rossi, anche lui democratico di rito dalemian-bersaniano. 

Questa storia ci ricorda tre banalità abbastanza scomode. La prima: non è vero che la magistratura indaga sempre e soltanto Berlusconi. La seconda: se in questi vent’anni una parte consistente del centro-sinistra non ha davvero combattuto il capo del centrodestra più anomalo del mondo è perché anch’essa aveva l’armadio tintinnante di scheletri. Cane non morde cane, e ogni cuccia ha il suo Dudù. La terza, che poi sarebbe l’oggetto di questo articolo: la sinistra che ancora scalda i cuori stremati dei suoi elettori è quella che parla di Bene Comune e combatte le privatizzazioni feroci. Ma se vuole rendere credibile il proprio progetto, non può continuare a raccontarci la favola che per far funzionare le aziende pubbliche basta sostituire i dirigenti incapaci e corrotti con altri preparati e onesti. Dovrebbe avere il coraggio di andare alle origini della malattia, sottraendo ai partiti la scelta di quei dirigenti, affinché lo Stato smetta di essere una Cosa Loro mantenuta da NOI
 MASSIMO GRAMELLINI


A.I.A.. decreto 693 ITALCEMENTI 2008, AIA PETROLCHIMICI, ANZA' SALVATORE, ENRICO ROSSI TAV, FABIO ZITA.TOLOMEO PIETRO, GENCHI, SANSONE VINCENZO, VAS, via, WALTER BELLOMO, ZUCCARELLO NATALE,